L'opera utilizza la tecnica delle immagini doppie, un pilastro del metodo paranoico-critico di Dalí, che permette alla mente di percepire simultaneamente due realtà diverse in un'unica immagine.
Tre cigni su un lago, davanti ad alberi spogli, si riflettono nell'acqua. Grazie all'inversione delle forme, i colli dei cigni diventano le proboscidi degli elefanti, i loro corpi le orecchie e gli alberi le zampe dei pachidermi.
Lo sfondo roccioso dai colori caldi e autunnali richiama il paesaggio della Catalogna, terra natale dell'artista.
Il dipinto esplora temi profondi legati alla percezione e alla psiche umana.
Dualità: rappresenta il contrasto tra il conscio (i cigni) e l'inconscio (gli elefanti).
Metamorfosi: i cigni simboleggiano purezza e trasformazione, mentre gli elefanti forza, memoria e stabilità.
L’uomo sulla sinistra: una figura solitaria (forse Dalí stesso) volge le spalle alla scena, simbolizzando la tendenza umana a ignorare la verità nascosta.